Mastoplastica additiva Roma – Dr. Cervelli

MASTOPLASTICA ADDITIVA ROMA

 

Il Dr Cervelli, chirurgo plastico Roma, informa…Mastoplastica additiva Roma: grandi risultati firmati dal professionista del settore.

La mastoplastica additiva è l’intervento estetico mammario in assoluto più richiesto ed eseguito. Consiste nel modificare forma e volume del seno mediante l’utilizzo di un impianto mammario in silicone di ultima generazione (involucro ultraresistente testurizzato e gel coesivo all’interno, biocompatibile, ampiamente certificato).

Mastoplastica additiva Roma: Tre parametri fondamentali…

Tre sono i parametri fondamentali di cui discutere attentamente durante la visita preoperatoria: via di accesso, piano di alloggiamento, tipo di protesi.

 

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Via di accesso:

Consiste nella via scelta per inserire la protesi, ne esistono sostanzialmente tre:

 

 

 

La via ascellare (cicatrice nascosta nel cavo ascellare) è poco utilizzata in Europa perché scomoda per il chirurgo, rende difficoltosa l’emostasi (controllo del sanguinamento) ed il corretto posizionamento dell’impianto.

La via del solco mammario (cicatrice di circa 4 cm nascosta nel solco sottomammario), comoda, di facile e rapida esecuzione, la cicatrice risulta ben nascosta e poco visibile, nessun problema di riduzione di sensibilità del capezzolo, l’unico svantaggio è che con l’assestamento della protesi (che comporta una sua possibile piccola discesa) la cicatrice potrebbe posizionarsi nel corpo della mammella ed essere più visibile.

La via dell’areola (cicatrice lungo la metà inferiore del bordo dell’areola), comoda, di facile e rapida esecuzione, buon controllo di tutti i quadranti mammari per una dissezione precisa della tasca protesica, la cicatrice risulta ben nascosta nel punto di passaggio tra la cute pigmentata e non-pigmentata del bordo areolare, l’unico svantaggio consiste nella possibilità di avere una riduzione di sensibilità della metà inferiore di areola e capezzolo, rischio peraltro basso e problema normalmente solo transitorio.

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Piano di alloggiamento:

Riguarda il piano in cui viene posizionata la protesi. Può essere:

Retroghiandolare, con la protesi posta davanti al muscolo, operazione meno dolorosa ma che rende la protesi più visibile;

Retrofasciale, con la protesi posta davanti al muscolo, ma dietro alla sua fascia anteriore. Questo piano di alloggiamento ha caratteristiche intermedie tra la retroghiandolare e la retromuscolare;

Retromuscolare, con la protesi posta dietro al muscolo, operazione più dolorosa ma che rende la protesi meno visibile. Questo piano è infatti il più utilizzato, e a sua volta si distingue in:

Retromuscolare totale, da usare in paziente magre con seno molto piccolo

Retromuscolare parziale (o Dual-Plane), in cui i due-terzi superiori dell’impianto sono retromuscolari ed il terzo infero-esterno retroghiandolare.

La scelta va fatta sulla base delle caratteristiche intrinseche della paziente (corporatura, volume e forma del seno), la regola vuole che maggiore è la copertura dell’impianto, minima sarà la sua visibilità per un risultato più naturale ed elegante.

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Tipo di protesi:

Riguarda la forma della protesi da impiantare. Le misure a disposizione sono tante, per poter bene adeguarsi alle dimensioni del torace della paziente, ma le forme possono essere sostanzialmente due:

Protesi tonda, tende a dare risultati più ‘evidenti’ soprattutto nel polo superiore per un decolleté più ‘procace’; posizionata dietro al muscolo senza esagerare con le dimensioni, fornisce comunque risultati naturali e piacevoli. Ha il grosso vantaggio di non essere influenzata dalla rotazione in caso di posizionamento retromuscolare (la mammella mantiene sempre la stessa forma), quindi è consigliata per le donne molto sportive.

Protesi anatomica (a goccia), ha una forma che ricalca quella normale della mammella, quindi fornisce la garanzia di massima naturalezza. Il passaggio tra torace e mammella al decolleté avviene in forma graduale e naturale, senza il tanto temuto ‘scalino’. L’unico svantaggio consiste nel rischio di rotazione in caso di posizionamento retromuscolare (rischio peraltro molto basso se la tasca protesica viene ben confezionata), per cui si richiede di limitare l’uso delle braccia per il primo mese dopo l’intervento.

Esiste un particolare tipo di protesi, sempre in silicone, ma con una copertura esterna in Poliuretano. Questa copertura, molto ruvida, ne impedisce la rotazione ed abbassa il rischio di contrattura capsulare (indurimento della capsula intorno alla protesi), risultando comunque anch’essa biocompatibile. Si tratta di una valida alternativa nelle contratture capsulari recidivanti e nel caso in cui si voglia optare per una protesi anatomica retromuscolare, abbattendo il rischio di rotazione.

Mastoplastica additiva Roma: Solo i migliori fornitori

Le case produttrici di protesi che normalmente utilizziamo sono: Allergan, Mentor e Polytech. Si tratta di aziende leader sul mercato mondiale, che forniscono i più alti standard qualitativi e la massima sicurezza sul prodotto (peraltro con varie forme di garanzia sulle stesse protesi). Costano un po’ di più, ma si tratta di una piccola quota che nel tempo paga certamente: l’intervento va fatto una sola volta impiantando i materiali migliori a disposizione.

Mastoplastica additiva Roma: Day-Surgery di bellezza

L’intervento, della durata di circa due ore, viene eseguito in anestesia locale con sedazione profonda, questo significa poter evitare l’intubazione ed il pernottamento in clinica, gestendo il ricovero in modalità day-surgery e potendo quindi anche risparmiare sui costi di clinica. Altro vantaggio considerevole della sedazione è il poter operare a pressioni sanguigne simili a quelle dello stato di veglia: questo ci permette di controllare bene il sanguinamento durante la procedura (emostasi) ed abbattere il rischio di sanguinamenti nel post-operatorio. Oggi, nell’85% dei casi, possiamo evitare l’uso del drenaggio (tubicino che porta le secrezione dall’interno della tasca periprotesica all’esterno in una sacca di raccolta) ed i disagi ad esso connessi.

Mastoplastica additiva Roma: cosa aspettarsi dal post-operatorio

Nel post-operatorio la paziente assume una terapia antibiotica per bocca per sette giorni (prevenzione delle infezioni), associata ad una valida copertura antidolorifica ed alla protezione per lo stomaco. Indossa, inoltre, un reggiseno senza ferretto e ben contenitivo fino alla rimozione dei punti, che avviene all’incirca dopo due settimane. Soprattutto in caso di protesi anatomiche in posizione retromuscolare è fondamentale limitare i movimenti delle braccia per almeno 15 giorni ed evitare l’attività sportiva per almeno il primo mese dopo l’operazione.

Nell’immediato le mammelle possono risultare innaturali, rigide e poco mobili, questo avviene soprattutto nel caso di alloggiamento retromuscolare ed è dovuto al gonfiore ed alla contrattura che inevitabilmente il muscolo sviluppa. Possono essere necessari dai 2 ai 6 mesi per acquisire la naturalezza e mobilità desiderate.

 

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